matite

Vincitori concorso

Ecco finalmente i nomi dei due vincitori:

Sez. giovani: Annalisa "annaL"

Sez. adulti: Federico "Federik"

Una menzione particolare a Simone "Criral" e Roberto "RobertoM" per la qualità dei testi inviati e un ringraziamento grande a tutti coloro che hanno partecipato:

Cassandra, Astrid "davas", Francesca "frawasted", Giacomo "ga_lo", Irene "ireste", Valentina "roxanne86", Beatrice "ciba74", Gloria, Enrico "krasin", M.Elena "milena", Paolo, Piera, Laura "rosanera", Fabio "rutilius", Giorgia "sasuke", Eleonora "zephiross". 

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Romanzo collettivo in Rete

Quando i pozzi sono vuoti, le persone sono solite attingere l’acqua dal miraggio”- scriveva il grande romanziere inglese Evelyn Waugh.

In fondo, Villa Draghi è sempre stato questo nell’immaginario collettivo: un miraggio “verticale”; un’apparizione che, in cima ad un collina, si staglia con misteriosa imponenza, quasi a dominare, a governare il groviglio di pensieri, affanni, fantasie, di colori che da sempre e per sempre, lì sotto, si ritrovano- sprovvisti di eternità- a contemplarla.
Questo romanzo collettivo, diviso in due sezioni, (una riservata ai più giovani, l’altra invece a firma di autori sopra i venticinque anni), regalerà non poche sorprese ai lettori. Anzi, si può tranquillamente affermare che l’operazione letteraria tentata, e cioè quella di “storicizzare un mito”, abbia provocato un vero e proprio sconvolgimento degli equilibri e dei valori; un prodigioso ribaltamento dei ruoli che, a ben pensarci, sembra la diretta conseguenza dell’assunto, così ben esplicato, da Evelyn Waugh. Come se le persone, una volta attinta l’acqua dal miraggio, continuassero a prenderla da lì, anche quando i pozzi tornano a riempirsi.
Ecco allora che chi si attendeva dai cosiddetti “adulti”, una progressione narrativa tesa a dare ordine, razionalità, realismo al “miraggio”, verrà puntualmente contraddetto; al contrario, i racconti di questa sezione si contraddistinguono per una ossessiva, quasi straripante ricerca visionaria, che finisce per moltiplicare esponenzialmente il mito Villa Draghi sin quasi a smaterializzarlo, a superarlo.
Dall’altra parte, invece, gli autori più giovani, da cui ci si aspettava il naturale, quasi congenito, svolazzo della fantasia, hanno creato componimenti ispirati ad un secco, quasi spietato realismo; il mito qui non viene moltiplicato, ma sottratto, sgonfiato, quasi disfatto: personaggi imbrigliati in un corpo e in una storia così pesanti nella loro precisione, da non ammettere uscita, digressione, salvezza, come a ricordarci che, per quanto transitoriamente salvifico, un miraggio, qualunque miraggio, è prima di tutto figlio non dell’abbondanza ma della sterilità. Appartiene non ad una città di uomini ma ad un deserto di spettri.
Draghi in rete, insomma, ha catturato i suoi visitatori; ha rapito, dalle loro tasche e dai loro occhi, storie e parole; ha obbligato tutti a smarrire certezze, età ed identità, per ritrovarsi, una volta usciti fuori, lì sotto, ancora e dannatamente sprovvisti d’eternità, con un rovello nella testa, un irrisolvibile quesito che dà il tormento: non sarà che Villa Draghi perpetua la sua eternità rubandola proprio ai nostri occhi? Non sarà che, per riempire di nuovo il pozzo, il miraggio trova e prende l’acqua dal nostro sudore, dalle nostre lacrime, dalla  nostra fatica a vivere e sognare?
Giancarlo Marinelli

 

Il racconto - Sez Giovani

Il racconto - Sez Adulti

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Premiazione dei vincitori:

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